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I PSICOVIAGGI D’UN PSEUDO DOTTORE

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CAPITOLO PRIMO
ALDILA’ DELL’OCEANO, IN UNA NOTTE STELLATA

Dante, Wilde, Vivaldi e il Dottore con ali d’ossa, si ritrovarono su una spiaggia infinita ove la sabbia era rosata e le acque che si infrangevano leggere sulla riva, erano colo verde petrolio.
Non vi era vegetazione, solo una lunga distesa di sabbia. Il sole era assente ma nell’astro vi erano una centinaia di miliardi di stelle che brillavano.
-Dove siamo finiti- Chiese il Dottore ancora scombussolato, sentiva il peso delle sue ali, e quasi non riusciva a controllarle. Wilde e Vivaldi si guardarono curiosi attorno, ma non riconoscevano il luogo, ma Dante che fissava le stelle, aveva uno sguardo malinconico.
-Siamo a sud del mondo…ove finiscono i confini umani- Disse Dante rivolgendo poi il suo sguardo al Dottore, che aveva cominciato a udire un fischio acuto ma leggero proveniente da Est.
-Ma di quale tempo?- Chiese Wilde dubbioso guardava l’orizzonte che segnava la fine del deserto rosa, ma sembrava non avesse una propria fine.
– Cosa…Perché ci hai portati qui?!- Disse Vivaldi alterandosi, -Io non ho fatto niente, l’unico vivo fra noi e lui.- Si difese Dante e puntò il dito contro il Dottore, che lo osservò e alzò gli occhi al cielo e notò una stella che brillava più di tutte.
-Quella è la Fine- Disse Wilde seguendo lo sguardo del Dottore, -Se la attraverserai la tua Anima trascenderà e diverrà Spirito- Continuò Dante.
-Dunque siamo nell’Oblio?- Chiese il Dottore intuendo un pensiero che era basato sugli studi e lo fece sicuro di se.
-Oblio è il termine che conosci, ma è quasi banale per identificare questo posto. Io dico che siamo nel futuro…- Rispose Oscar, -Bugie! Qui non siamo nel futuro, ma bensì in un tempo presente, magari su un altro pianeta- Ribatté Antonio con entusiasmo quasi contento della sua idea.
-Allora dove sono le città? Siamo a sud, ma di cosa esattamente?!- Aggiunse Oscar mettendosi davanti a Vivaldi e i due si sfidarono con lo sguardo, -Non lo so, ma magari sono scomparse dopo una guerra.- Continuò Vivaldi.
-Aspettate…- Si intromise Dante, – Noi siamo Spiriti, esseri coscienti del futuro, passato e presente. Conosciamo ogni singolo luogo…perciò mi domando..- Disse ragionando ad alta voce, -Come facciamo a non riconoscere questo posto?…Perché non ci riusciamo?- Finì Wilde capendo subito il ragionamento del Sommo e il poeta fiorentino lo fulminò con lo sguardo.
– Perché io sono vivo- Disse il Dottore che nel frattempo aveva soffermato la sua attenzione su una figura seduta sulla spiaggia, poco lontano da loro, che in silenzio ammirava le stelle e l’oceano.
Curioso il Dottore si avvicinò a passo svelto e, ad ogni impronta che lasciava sulla spiaggia, riusciva a riconoscere la figura. Un uomo, dalla folta barba rossa e un capellino di paglia che li copriva i corti capelli rossi, gli mancava poi l’orecchio destro. Fumava la pipa ed era assorto dalla bellezza del paesaggio e non sentì arrivare il Dottore.
I due rimasero in silenzio fino a quando l’uomo con la pipa e privo di un orecchio, con la coda dell’occhio vide il Dottore, -Dunque hai deciso?- Chiese l’uomo dal cappellino di paglia, ma il Dottore non rispose e si limitò a osservarlo con stupore; intanto li raggiunsero anche il Sommo Poeta, il Prete Rosso e Oscar.
-Non ci credo?!- Disse con stupore Wilde mentre si sedette accanto all’uomo con la pipa e gli sorrise a lungo. L’uomo si sentì a disagio per lo sguardo contento di Oscar e si alzò velocemente, -Il Pittore Olandese…- Disse Dante facendo un accenno di capo come per salutarlo.
-Vedo che le tue ali non sono ancora pronte…- Disse Vincent osservando dispiaciuto le ali del Dottore,
-Non so neanche a cosa mi possano servire- Ribatté sincero il Dottore,
-Questo lo stabilisci tu, ma generalmente con le ali si vola…- Disse Wilde alzandosi,
-Tu sai dove siamo?- Chiese Dante preoccupato della sua perdita di memoria.
-In un luogo ove il tempo non viene contemplato, o in un luogo che in realtà non esiste, non lo so con certezza.- Rispose Van Gogh
-Come usciamo?- Chiese invece Vivaldi, -Perché pensate che io abbia le risposte, notizia: Io non ho le risposte- Rispose Vincent sentendosi a disagio da quelle domande.
-Forse dovremmo prendere il cammino dell’entroterra e andare verso…- Disse il Dottore guardando l’orizzonte di sabbia.
-Forse dovremmo aspettare e vedere se tutto cambia…- Disse Wilde guardando ancora una volta le stelle brillanti, -E non facciamo niente?- Chiese Vivaldi accusando con lo sguardo il poeta inglese,
-Io credo che la scelta non spetti a voi- Disse Van Gogh osservando fiducioso il Dottore.
Ci furono tre secondi di silenzio, ove il Dottore decise di non agire come aveva fatto in vita, -Io…- Disse e prima di dichiarare la sua scelta, ci ripensò sopra altre cento volte.
-Io credo che mi addentrerò in questa distesa rosa, devo inseguire questo acuto suono continuo che sento, e credo sia dopo questa spiaggia.- Finì il Dottore e cominciò a camminare nella fine sabbia rosa e gli altri lo seguirono senza obbiettare.

-Dunque nessuno conosce questo posto?- Chiese il Dottore in testa alla fila, -Questo deserto sembra davvero infinito- Disse Wilde mentre stremato, anche se non riusciva a sentire la stanchezza, guardava le sabbie rosa che gli circondavano.
-Le stelle ancora brillano- Commentò Van Gogh osservando il cielo, -Siamo in trappola- Disse Dante che chiudeva la fila, -Non puoi dirlo, l’orizzonte è ancora lontano.- Ribatté Vivaldi indicando con il dito la linea che divideva il cielo con il deserto.
-E lo sarà per sempre- Continuò Dante scoraggiato.
-Dobbiamo solo continuare a camminare..-Disse il Dottore incoraggiando il gruppo alzando il pugno sinistro al cielo.
-Abbiamo capito che ti piace camminare, l’hai sempre fatto e continui a farlo aldilà della tua morte. Dovresti fermarti e contemplare i luogo.- Disse Wilde che voleva solo sedersi e far riposare le gambe.
-Come mai senti questa fatica?.- Chiese Van Gogh preoccupandosi per il compagno Spirito, ma Oscar si limitò ad alzare le spalle e scuotere la testa.
Il Dottore risentendo le parole di Wilde si fermò di colpo e fissò tristemente l’orizzonte, mentre ripensava alla sua vita e sul fatto che aveva sempre camminato.
-Hai ragione. Ho queste ali e non capisco perché. Non ho più voglia in effetti di camminare. Se questo è un luogo libero da tutte le leggi naturali, allora perché non posso volare.- Disse il Dottore quasi disgustato dalla sua vita.
-Forse dovresti compiere azioni che ti facciano evolvere le ali…-Disse Van Gogh indicando le ali del Dottore e curiosamente le osservò
Intanto Dante si era distratto e fissava una figura umana, poco lontana da loro. Dopo alcuni secondi anche gli altri Spiriti e il Dottore lo notarono.
-Chi è?- Chiese Wilde curioso e provò ad avvicinarsi, ma Dante lo fermò prendendolo per il braccio e continuò ad osservare, con ammirazione, quella strana figura che sostava dinanzi a loro. Era più giovane di loro ma comunque Spirito, portava anch’egli una corona d’alloro, ma le sue foglie erano più scure. In più la sua lunga toga bianca li copriva anche i piedi scalzi.
-Finalmente mi avete notato- Disse l’uomo mentre sorrideva a Dante, che non aveva fiato per rispondere.
-Vedo che anche tu sei rimasto bloccato nel Limbo.- Continuò lui guardando il Dottore con sguardo divertito.
-Tu che cosa ci fai qui?- Chiese Dante stupito da quell’incontro, -Ci sono perché c’è lui.- Rispose l’uomo indicando il Dottore, che si sentì subito gli occhi puntati contro.
-Io non ho fatto niente- Ribatté il Dottore.
– Virgilio.- Lo chiamò Dante con sguardo lucido e la voce tremante, -Perché sei qui?- Chiese seriamente il Sommo.
– Lei lo sta cercando, non ama che le Anime viaggino nei regni degli Spiriti, sopratutto se sono esenti al tempo.- Rispose franco Virgilio mentre osservava con attenzione il Dottore.
-Sei un’Anima non ancora Spirito, e ti hanno portato nel Limbo, ora sta a te uscirne vivo, altrimenti…- Aggiunse Van Gogh intuendo il pensiero di Virgilio che lo squadrò dalla testa ai piedi e il pittore olandese si azzittì.
– Altrimenti svanisci e ti perdi nell’Oblio- Disse poi il Poeta romano senza mostrare alcuni rimorso sulle parole dette.
Il Dottore si sentì come pugnalato, di colpo percepì il tempo e si sentì le colpe addosso, ma le ali d’ossa gli impedirono di cadere fra la sabbia rosa.
-Per tutta la vita ho solo incontrato persone, alcune sono rimaste, altre le ho abbandonate perché non potevo aiutarle, non che quelle che sono rimaste io le abbia salvate, ma ci provavo.- Disse il Dottore guardando un punto fisso davanti a se, e in mente comparvero i visi dei cari che aveva ignorato nella vita.
-Provavo e cadevo, senza mai volare. E adesso che sono immortale e nessuno sa il mio nome, non posso ne essere vivo ne essere morto. Io sono un’anima che vuole salvare gli spiriti, ma che non può salvare neanche se stesso.- Aggiunse mentre si portava lontano dal gruppo, -Io con queste ali non posso volare, ma alzo sempre lo sguardo al cielo, sperando che il vento mi tiri su.- Finì il Dottore mentre le sue iridi riflettevano il bagliore delle stelle e non si accorse che le sue ali stavano cambiando: nella parte più interna della ossa ricurve comparvero piccole penne copritrici di nero carbone, ma che avevano dei riflessi rossi rubino.
-Accettazione- Disse Wilde guardando sorpreso le ali del Dottore che si girò di scatto e confuso osservò il poeta inglese.
-Il primo passo per volare è l’accettazione- Aggiunse Publio mentre si portava vicino al Dottore e ammirò le sue ali, -Ma io mi sono sempre accettato- Disse disorientato il Dottore che con la coda dell’occhio tentava di guardarsi le piccole piume nere-rubino.
-Qui non si tratta di accettare te stesso, ma accettare la tua vita.- Disse Vivaldi sorridendo al Dottore.
-Ogni tua esperienza, ogni tuo sentimento provato e quelli che hai represso. Se l’avessi fatto prima a quest’ora avresti delle splendide ali.- Disse Dante severo che quelle parole il Dottore le udì come un rimprovero.
-C’è un qualcosa ancora che ti blocca l’evoluzione.- Aggiunse Vincent che sentiva la curiosità del momento crescere, -Adesso che ci penso, che rifletto meglio i miei pensieri sulla luce delle parole che mi state donando, ci sono una o tre cose che non ho mai accettato.- Disse il Dottore mentre con sguardo fisso puntava i suoi occhi su tutti i poeti, scrittori e compositori.
Improvvisamente però le sabbie rosate cominciarono a vibrare, i piccoli granelli si scontravano fra loro e rimbalzavano appena al terreno.
-Che cosa sta succedendo?!- Chiese il Dottore mentre osservava quasi nel panico il deserto che lo circondava.
-Lei è qui- Disse Virgilio avvertendo l’intero gruppo, poi si staccò una foglia d’alloro dalla sua corona e la porse a Dante, -Questa vi porterà dove la vita vi condurrà…- Continuò guardando il Dottore, che preoccupato osservava la foglia in mano al Sommo.
-Io voglio solo ritornare al mio tempo. Non sono pronto a tutto questo.- Disse spaventato il Dottore,
-Le stelle si stanno spegnendo…- Commentò tristemente Vincent con il capo rivolto al cielo.
-Dovete andare!- Disse bruscamente Virgilio, -Non voglio doverti rivedere nel Limbo. Sfrutta quest’occasione- Continuò avvicinandosi al Dottore che continuava a fissarlo dritto nelle pupille e quasi tremava; intanto Dante con fluidità tagliò l’aria creando un altro portale, ove dall’altra parte non vi era neanche una luce, poi entrarono svelti: il Sommo, il pittore olandese e il compositore veneziano.
-Muoviti, prima che si chiuda!- Disse Wilde seguendo i suoi compagni spiriti e il Dottore si girò verso il taglio nell’aria, poi sulla soglia si rigirò a guardare Virgilio, che sorridendo disse: -Ricorda. Omnia vincit amor.-
-Et nos cedamus amori- Ribatté il Dottore sorridendo a sua volta, infine entrò nel portale ed esso si chiuse all’istante.

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