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Bologna la Dotta

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LA RUBRICA DELL’ARTE, ALLA SCOPERTA DELLE CITTÀ ITALIANE

Per la rubrica di oggi ci spostiamo in Emilia Romagna, per parlare del suo capoluogo, ovvero Bologna. Una città che risale ancora al primo millennio a.C., fu importante nel Cinquecento in quanto capitale settentrionale dello Stato Pontificio e in seguito anche durante la seconda guerra mondiale come importante centro della Resistenza. Inoltre nel 2000 è stata la capitale europea della cultura e dal 2006 è anche città della musica UNESCO.

Essa è famosissima non solo per i suoi portici, ma anche per il centro storico con le rinomate torri. Ma oltre a questo ci sono tantissime cose stupende da vedere, alcune delle quali purtroppo poco conosciute. Un esempio è il Museo di Palazzo Poggi.

Esso è il museo universitario di Bologna, nel palazzo omonimo. Costruito nel corso del XVI secolo sul progetto di Pellegrino Tibaldi, fu dal 1803 sede dell’Università. All’interno del palazzo è esposta la preziosa collezione dell’Istituto delle Scienze, fondato nel 1711 da Luigi Ferdinando Marsili. È composta da una serie di sale tematiche, come la sala dedicata all’arte orientale, quella dedicata a Carducci, alla geografia nautica e all’architettura militare. Oltre a questo presenta anche le collezioni di anatomia umana, con tavole anatomiche in cera e modelli in argilla, oltre che a strumenti chirurgici.

Di Palickap – Opera propria, CC BY-SA 4.0

Una tappa obbligata è poi la Chiesa di San Procolo, che fu riedificata dai monaci benedettini cassinesi nell’XI secolo. Essa aveva origini antichissime, in quanto nel primo nucleo costituiva l’Aula Liturgica del monastero benedettino attiguo. La facciata è monocuspidata, ovvero la parte terminale è di forma triangolare. L’interno presenta tre navate con piloni cruciformi. Perché visitare questa chiesa? All’esterno essa presenta un’epigrafe davvero particolare, con un gioco di parole latine di non chiaro significato: “SI PROCUL A PROCULO PROCULI CAMPANA FUISSET NUNC PROCUL A PROCULO PROCULUS IPSE FORET A.D. 1393”.

Di Lorenzov79 – Opera propria, CC BY-SA 4.0

Questo, tradotto in italiano, dovrebbe essere: “Se Procolo fosse stato lontano dalla campana di San Procolo, ora lo stesso Procolo sarebbe lontano da San Procolo. Anno Domine 1393”.

Come ultima tappa vi suggerisco di andare a vedere “la piccola venezia”. Anche Bologna presenta infatti i canali, o per meglio dire, presentava i canali fino al dopoguerra, quando furono ricoperti di asfalto. Fortunatamente però un canale è stato risparmiato, ovvero il Canale delle Moline, la prosecuzione del canale di Reno. Per vederlo bisogna passare sotto Porta Govese o Torresotto di Piella, giungendo alla celebre Finestrella. 

Il Canale delle Moline | Foto © Sergio

Cosa ve ne pare di questo itinerario? Non vi resta che prendere un treno, un aereo o un autobus e partire!

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