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Ecco la Super League! Tutto quello che c’è da sapere sulla nuova competizione

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Una nuova competizione è pronta a sbarcare nel calcio europeo. Dodici club di calcio europei, tra cui Milan, Inter e Juventus, hanno annunciato l’accordo per creare una nuova competizione calcistica infrasettimanale. La Super League di fatto andrebbe a sostituire l’attuale Champions. Oltre ai soci fondatori, sarebbe un torneo a inviti, destinato alle big che avrebbero forti introiti economici. Durissime reazioni di Fifa e Uefa. Ecco come potrebbe essere il format. Con un comunicato congiunto, dodici squadre di calcio europee tra le più blasonate hanno annunciato un accordo per costituire una nuova competizione calcistica infrasettimanale, la Super League (o Superlega), governata da questi stessi club “fondatori”. Le squadre che fanno parte del progetto sono “AC Milan, Arsenal FC, Atlético de Madrid, Chelsea FC, FC Barcelona, FC Internazionale Milano, Juventus FC, Liverpool FC, Manchester City, Manchester United, Real Madrid CF e Tottenham Hotspur”. È previsto che altri tre club aderiranno “come Club Fondatori prima della stagione inaugurale, che dovrebbe iniziare non appena possibile”. Un progetto di cui non farebbero parte invece PSG e Bayern Monaco, altre due big che però si sono tirate fuori confermando la loro fedeltà all’Uefa. Di fatto la Superlega sarebbe una nuova competizione calcistica riservata ai migliori club d’Europa, che andrebbe a sostituire, inglobandola, l’attuale Champions a partire, nei piani dei fondatori, dalla stagione 2022/23 o forse anche dalla prossima stagione. l format della Superlega (o Super League), sulla scia dell’Nba di basket negli Usa, è un progetto che va avanti da tempo. È stato fortemente voluto dai top club dei principali campionati del Vecchio continente, e dall’ECA, l’Associazione dei club europei. Un torneo a inviti, che garantirebbe alle squadre partecipanti introiti pesanti.

Il format della competizione prevede “20 club partecipanti di cui 15 Club Fondatori e un meccanismo di qualificazione per altre 5 squadre, che verranno selezionate ogni anno in base ai risultati conseguiti nella stagione precedente”. Al nuovo format del calcio europeo parteciperebbero solo le big, con inviti riservati sulla base del ranking e dei risultati in Europa nelle ultime stagioni. Una situazione che esclude le cosiddette piccole società. Il format della nuova competizione è ancora da definire, ma si parla di 20 squadre suddivise in due gruppi. Le partite della Superlega dovrebbero giocarsi, come accade al momento per Champions ed Europa League, a metà settimana, a eccezione della fase finale che si disputerà nel fine settimana. Tutte le squadre, dunque, potranno sfruttare i week-end per tornare a giocare i rispettivi campionati. Altro punto sul quale i promotori della Superlega e la Fifa sono in rotta di collisione è il Mondiale per Club. Con la Superlega, 12 club, giocando la nuova competizione, guadagnerebbero la qualificazione alla World Club Competition (i primi cinque club di ogni gruppo e i vincitori degli spareggi tra sesto e settimo dei due gruppi). Una competizione iridata che la Fifa e le Federazioni d’oltreoceano vedono di buon grado, ma senza tenere conto dell’accesso attraverso la tanto contestata Superlega.

“Il nuovo torneo annuale fornirà una crescita economica significativamente più elevata – spiega la nota – ed un supporto al calcio europeo tramite un impegno di lungo termine a versare dei contributi di solidarietà senza tetto massimo, che cresceranno in linea con i ricavi della lega. Questi contributi di solidarietà saranno sostanzialmente più alti di quelli generati dall’attuale competizione europea e si prevede che superino i 10 miliardi di euro durante il corso del periodo iniziale di impegno dei club” .

Inoltre, il torneo sarà costruito su una base finanziaria sostenibile con tutti i Club Fondatori che aderiscono ad un quadro di spesa. In cambio del loro impegno, i Club Fondatori riceveranno un contributo una tantum pari a 3,5 miliardi di euro a supporto dei loro piani d’investimento in infrastrutture e per bilanciare l’impatto della pandemia Covid-19.


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