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Non chiamatelo più Zlatan Ibrahimovìc, chiamatelo Carlo Gustavo XVII

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Altra emozione, ennesimo siparietto, come di consuetudine e come solo lui sa fare.

Altro pezzo di storia per Zlatan Ibrahimovìc che a distanza di quasi cinque anni, si rimette in gioco, e torna ad essere protagonista con la Nazionale del suo Paese, la Svezia per l’appunto.

Felice come un bambino al parco e visibilmente emozionato, il colosso di Malmoe si cala subito nella nuova avventura, a modo suo naturalmente. Sponda ed assist vincente per l’accorrente Claesson che insacca e regala tre punti ai gialloblù di Andersson.

Match valevole per le qualificazioni mondiali, mondiali che si disputeranno nel 2022 in Qatar: Svezia inserita nel gruppo B, con Georgia, Spagna, Grecia e Kosovo.

Attaccante del Milan schierato dal CT dal 1′, avendo così l’onere e l’onore di poter indossare nuovamente la maglia della nazionale e trascinare i propri compagni a risultati impensabili.

Sì, perchè questo è il vero potere di Zlatan.

Tutto finito?

Macchè.

Conoscendo il protagonista del nostro racconto, non crediamo affatto.

Come spesso accade nel mondo odierno, ci sono partite e partite. Quelle sul campo e quelle sui social, e il numero 11, è riuscito a strappare un sorriso anche questa volta, spiazzando tutti: addetti ai lavori, compagni di squadra, tifosi.

Il social di riferimento?

Twitter.

E così con un tweet sarcastico, ironico ma al tempo stesso colmo di ego, nel post partita, Ibra pubblica l’abbraccio con il suo compagno di squadra, autore del goal vittoria, aggiungendo:

“CARL XVII GUZTAF”.

Traduzione?

Carlo Gustavo diciasettesimo.

Frase con la quale si è proclamato prossimo re di Svezia (l’attuale è proprio Carl XVI Guztaf).

Nuovo record infranto e altro pezzo di storia messo a referto: con questa apparizione, che di certo non sarà l’ultima, Zlatan diviene il calciatore più anziano nella storia della sua nazionale a vestirne la maglia. Battuto Thomas Ravelli che deteneva il primato con 38 anni e 59 giorni. Anche in questa classifica, si mette tutti alle spalle fissando un nuovo limite a 39 anni e 164 giorni.

Queste le sue parole nel post partita, che sintetizzano al meglio la serata trascorsa:

“È stato tutto bellissimo, a dir poco fantastico, proprio come se fosse stata la prima volta. Avevo le farfalle nello stomaco. Non ero agitato o nervoso, ma motivato, carico e determinato. Peccato che non ci fosse il pubblico, sarebbe stata un’atmosfera totalmente diversa, ma è stato ugualmente emozionante ascoltare l’inno della nazionale. Mancavo da quattro o cinque anni, ora è tutto diverso: nuovi compagni, un nuovo allenatore, ma vi assicuro avevo la pelle d’oca, in senso positivo ovviamente“.

Per quel che concerne la partita, sotto il profilo tecnico-tattico Ibra ha chiosato: “È stata una gara difficile, quella contro la Georgia, a modo suo complessa. Avremmo certamente potuto fare di più, ma abbiamo vinto e questo è ciò che conta”. Sull’assist per il gol di Claesson: “Era accanto a me, mi aveva appena chiamato dicendomi ‘sono dietro di te, Zlatan!’. Sapevo dove fosse, allora ho stoppato il pallone con il petto e l’ho scaricato indietro, cosi’ ha potuto segnare. Tutto qua”.

Non solo twitter…

Zlatan ha pubblicato anche su Instagram una sua foto con il medesimo testo: “Carlo Gustavo XVII”. “C’è un vecchio re e c’è un nuovo re”, ha detto Ibra in conferenza stampa. E nel momento in cui gli è stato chiesto se fosse desideroso di prenderne il trono, ha risposto con la sua solita schiettezza, il suo solito egocentrismo: ” Quello l’ho preso piu’ di 20 anni fa“.

Campione senza tempo.

FONTE FOTO: GETTY/SKY SPORT




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