Home Calcio Immobile Scarpa d’Oro, premiato in Campidoglio: “È la vittoria di tutti”

Immobile Scarpa d’Oro, premiato in Campidoglio: “È la vittoria di tutti”

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Giornata memorabile per l’attaccante biancoceleste, premiato in Campidoglio dove ha ricevuto la Scarpa d’Oro come miglior goleador d’Europa nella passata stagione: “I migliori successi si ottengono col lavoro di squadra, ognuno deve credere fortemente nei propri sogni. Ora il pensiero va all’Europeo”. Il presidente Lotito: “Immobile è entrato nella mente e nel cuore dei tifosi”. Le parole del Sindaco di Roma, Virginia Raggi: “Nella tua esperienza c’è il desiderio e il riscatto di tanti ragazzi”

È Ciro Immobile la Scarpa d’Oro 2020premio ricevuto in Campidoglio grazie allo straordinario scorso campionato con la Lazio. Ben 36 gol (e 72 punti) hanno garantito il titolo all’attaccante biancoceleste, che ha preceduto due mostri sacri come Lewandowski e Cristiano Ronaldo nella corsa al riconoscimento. Terzo italiano a riceverlo dopo Luca Toni (nel 2006) e Francesco Totti l’anno seguente, Immobile ha festeggiato la chiusura del suo personalissimo Triplete (eguagliato il record di Higuain e capocannoniere in Serie A) presso la sala Giulio Cesare in Campidoglio, uno dei simboli di Roma “perché Ciro è un emblema della città”, come ha spiegato il presidente Claudio Lotito. Sulle orme del recordman all-time per gol nella Lazio, Piola, lontano 15 gol, Immobile vive un periodo complicato con la rete che la festa a lui dedicata contribuirà ad allontanare.

Immobile: “Credere fortemente nei propri sogni”

Emozionatissimo Ciro Immobile alla consegna della Scarpa d’Oro: “L’avevo vista solo dalle foto, è una soddisfazione enorme. Sono orgoglioso anche di ricevere il premio in questa sala: coi tifosi sarebbe stata un’altra cosa, ma è un premio che dedico a loro”. Un pensiero alla famiglia e un ringraziamento alla squadra: “I miei punti di forza li trovo nella famiglia: quello che sono lo devo a loro, a ciò che mi hanno insegnato nella vita prima che nello sport. Significa che sono diventato una brava persona, ciò mi permette di vincere trofei. Credo che tutta la squadra debba sentirsi orgogliosa e vincitrice del premio. I migliori successi si raggiungono col lavoro di squadra”. Sui paragoni con i bomber storici della Lazio: “Mi ha colpito particolarmente Chinaglia, lui come Signori. Come modo di giocare invece Bruno Giordano mi assomiglia, era rompiscatole come me. Il mio gol più bello? Al di là della bellezza, dipende cosa succede dentro di me in quegli istanti. La gente mi ha regalato tante emozioni”. Un traguardo importante a livello personale, ma non finisce qui: “Ognuno deve credere fortemente nei propri sogni: come ho realizzato il mio sogno, io che non ho niente di speciale, allora chiunque può farcela. Il pensiero va sempre all’Europeo: deve essere una cosa in più, che cerco e che voglio a tutti i costi come la Scarpa d’Oro“.

Lotito: “Ciro simbolo della città”

Non sono mancati i complimenti del presidente della Lazio, Claudio Lotito: “Quello di Immobile è un traguardo per la Lazio e tutta la città. Voglio parlare del Ciro umano, lui che ha consentito alla società di crescere per credibilità e regalare gioie non solo ai nostri tifosi. I giovani lo identificano come il compagno di giochi, come il padre con cui dialogare sportivamente e avere i giusti insegnamenti calcistici: i bambini chiedono proprio la maglia di Immobile”. Un giocatore che appassiona e fa appassionare: “Ciro è entrato nella mente e nel cuore dei tifosi, giovani e anziani, perché sa emozionare calcisticamente e con i suoi modi umili. Normalmente i calciatori tendono ad allontanarsi dalla gente: lui è rimasto uno di noi, uno del popolo. Questo è ciò che colpisce le persone”. Immobile più di un giocatore secondo Lotito: “Ho ritenuto giusto, d’accordo con il Sindaco, che la premiazione si tenesse in Campidoglio ovvero un simbolo di Roma, perché Ciro è un emblema della città. Lui è un ambasciatore di questa società e dei tifosi“.

I complimenti di Virginia Raggi

Ad aprire la consegna della Scarpa d’Oro era stato il Sindaco di Roma, Virginia Raggi: “Avremmo voluto fosse un momento di tutti, quello di un campione nello sport e nella vita. Questo è un premio che ripaga dei tanti sacrifici di Ciro, che ha iniziato a quattro anni nella sua Torre Annunziata. In questa tua esperienza c’è il desiderio e il riscatto di tanti ragazzi: il tuo esempio, Ciro, è che col lavoro si può riuscire. Ci sono tanti ragazzini che sognano di diventare come Immobile. Le cadute fanno parte della strada del successo. Il record va oltre le statistiche”. E ancora: “Il trionfo di Ciro ha un grande significato per lo sport italiano e la città di Roma. Grazie a Ciro per le emozioni e i gol, oltre a tutti quelli che arriveranno”.

Fonte: sport.sky.it

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Luciano Squitieri nasce nel 1988 a Sarno, cresce tra Striano, un piccolo paesino alle pendici del Vesuvio, e Santa Maria di Castellabate, piccolo borgo nel cuore del Cilento. Mentre studia per il diploma in Elettronica ed Automazione presso l’istituto superiore “ITIS E. Fermi” di Sarno, si avvicina al mondo della fotografia, lasciandosi ispirare dei grandi nomi della street photography. Conseguito il diploma nel 2009, Luciano decide che la fotografia sarà il suo pane quotidiano. Seguendo le orme di suo fratello Gianni, imbraccia la fotocamera e lavora duro per imparare tutti i trucchi del mestiere. Nel 2015, dopo tre anni di impegno e dedizione, gli viene consegnato il tesserino ufficiale dell’Ordine dei Giornalisti, realizzando il suo sogno di essere un giornalista pubblicista. Questo il punto di svolta della carriera di Luciano che lo porta da Made in Sud, noto programma comico di Rai 2, fino al Festival di Sanremo dove conosce personaggi illustri del mondo dello spettacolo. Nel 2016 fonda la testata giornalistica Resportage, della quale è direttore e fotoreporter. L’animo gentile e la disponibilità estrema fanno di Luciano la persona giusta alla quale affidarsi per immortalare i momenti più importanti. Per Luciano la fotografia non è solo una professione ma uno stile di vita. “Dalla prima fotografia all’ultima, ogni volta provo sempre la stessa emozione quando scatto”. Luciano Squitieri

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