Home Attualità L’impresa non riesce agli azzurri, qualificazione storica per il Granada

L’impresa non riesce agli azzurri, qualificazione storica per il Granada

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Fonte foto: napoli.repubblica.it

Non è arrivata la rimonta che tanto attendevano i tifosi azzurri, dopo il primo round decisamente negativo in terra andalusa, finito per 2-0. Non è servito lo scossone del goal fulmineo di Zielinski al secondo minuto di gioco. Le aspettative erano decisamente diverse e migliori, la sorte non è stata benevola per gli uomini di Rino Gattuso.

Il goal dell’1-1 firmato da Montoro spezza le gambe agli azzurri, che fanno fatica a reagire subito, storditi dal goal rilevatosi fondamentale nella qualificazione dei spagnoli. E’ un Napoli che si blocca e dopo il vantaggio si siede ad aspettare il momento propizio per attaccare ancora e fare male, con tutta la colpa immaginabile. Fatica a creare pericoli, andando a sbattere contro il male avversario fino alla fine del secondo tempo.

La formazione iniziale non aiuta l’agilità tra le linee e le manovre d’attacco, motivo per cui Gattuso cambia modulo nella difesa ed inserisce Ghoulam per Maksimovic e Mertens per Elmas. E’ il preludio ad una piccola svolta, che porta prima alla rete di Fabian Ruiz e poi all’assalto finale che si polverizza in piccoli tentativi sporadici di attacco alla porta.

Gli uomini di Martinez esultano sdraiandosi sul manto erboso di Fuorigrotta al triplice fischio, testimonianza di una qualificazione storica per il club biancorosso. Il più pessimista dei tifosi partenopei non avrebbe mai potuto pronosticare un risultato finale simile.

Bravi a capitalizzare le tre palle goal tra andata e ritorno, semplicemente cinici sotto porta con un Meret che non può decisamente nulla sul goal del momentaneo 1-1. Rrhamani e Maksimovic si dimostrano pesci fuor d’acqua in un sistema di difesa a tre. Difesa inedita con tre calciatori mai davvero in sintonia dal primo minuto in questa stagione.

I fatti contano e parlano ancora una volta contro il Napoli, il secondo obiettivo stagionale sfumato già a febbraio insieme alla Coppa Italia. Non c’è due senza tre direbbe qualcuno, ma il campionato ha ancora tanto da dire e il quarto posto a questo punto è d’obbligo. A fine gara l’ufficio stampa azzurro ha confermato la presenza dell’allenatore fino a fine stagione.

Le risposte che cercavamo non si di certo arrivate dal misero 2-1 del Maradona di questa sera, tra mille speranze finite nel dimenticatoio. Ultima spiaggia decantata da tutti per Ringhio, decisamente una delle tante della stagione critica degli azzurri che dopo un anno e mezzo rivedono il settimo posto in campionato.

Tanti problemi che pesano come macigni in una qualificazione che seppur vicina(dista solo 4 punti), appare un miraggio nella testa di chi rivede i fantasmi dell’era ancelottiana. Quel calcio liquido che uno degli allenatori più vincenti al mondo scelse per ripercorrere le orme del maestro Sarri e, anzi, fare meglio per riempire quella bacheca azzurra ancora monca.

Un anno dopo, le certezze della grinta e del veleno lascia lo spazio a più interrogativi sulla base di statistiche che deteriorano l’entusiasmo post vittoria della Coppa Italia contro la Juventus del giugno scorso. Sembrava che le anime di Partenope e Corigliano Calabro potessero unirsi indissolubilmente in una cornica chiamata Sud.

E’ negli attacchi velati alla società che si vede il malumore di Gattuso, in questo botta e risposta placato apparentemente solo dal silenzio stampa voluto dopo la sconfitta contro l’Atalanta in Coppa Italia. La Uefa ha interrotto il silenzio e le parole del tecnico gridano colpe a destra e sinistra che circondano la società e la dirigenza azzurra.

“Chi ci rappresenta deve farsi rispettare”, con un pensiero a chi detiene il ruolo primordiale di collante in questa società. A giugno si faranno le giuste riflessioni, per ora il Gattuso Out rimane solo un hashtag in tendenza su Twitter o Facebook.

Al Napoli rimane solo l’amarezza in bocca e quel quarto posto foriero del concetto di pareggiamento del bilancio: sarà una prossima annata da transizione, con un mercato inevitabilmente finanziato dalle cessioni di alcuni top.

Finiti nell’occhio del ciclone, domenica arriva il Benevento per iniziare una nuova stagione con un girone di ritorno da giocare alla perfezione. A giugno Calabria e Campania andranno in vacanza dicendosi addio e ringraziandosi del rapporto di stima reciproca.

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