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Un cocktail a quattro mani : Negroni Sbagliato

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Col Negroni Sbagliato, concluderemo la “trilogy” dei cocktail della famiglia degli Americani, riconosciuti dall’ I.B.A. ( International Bartenders Association).
E per riverire l’evento, poiché sono dell’idea che “per ogni fine c’è un nuovo inizio” (cit.), ho voluto concepire una nuova rubrica sul Beverage denominata : Un Cocktail a quattro mani.
In breve : in alcune occasioni m’improvviserò “inviata speciale” infiltrandomi nei salotti degli amici artisti e con loro, poi, “costruire” a quattro mani un cocktail… che assaporeremo durante l’intervista/chiacchierata di fine articolo incentrata sulle loro esperienze di vita con l’Arte.
Ok, modalità “Inviata Speciale” on : la mia “prima” col Teatro.
Cava de’ Tirreni, 14 Febbraio ore 18:30 :
Nonostante l’autista abbia sbagliato fermata e con 30 minuti di ritardo, giungo finalmente a destinazione.
Percorro il “Red Carpet” con alcuni dei protagonisti dell’Opera – Bitter Campari, Vermouth Rosso, Prosecco – posiamo per qualche scatto e individuato il cognome “RISERVATO”… pigio il primo pulsante a destra del citofono… qualche secondo ed ecco che le prime battute di scena vengono declamate :
<< Chi è? >>
<< Sono io, apri! >>
Signore e signori accomodatevi pure in platea, piccionaia o dove più vi aggrada perché sta per essere inscenato – in tre atti – un Negroni Sbagliato.

INGREDIENTI
° 3 cl Bitter Campari
° 3 cl Vermouth Rosso
° 3 cl Prosecco
° Fetta d’arancia
° Ghiaccio

PREPARAZIONE
Prima che si entri in scena e per la buona riuscita della “performance”, è bene alleviare la tensione con dell’esercizio fisico.
In questo caso, tagliando la fetta d’arancia e scegliendo il bicchiere.
Il bicchiere adatto al Negroni Sbagliato è :
° Old fashioned/Tumbler basso.
Bene, che si alzi il Sipario.

Atto Primo : Ghiaccio
La Build sarà la tecnica di cui, io e la mia coprotagonista d’eccezione, ci serviremo per costruire il nostro drink.
Il bicchiere, dunque, sarà il “palcoscenico” dove si svolgeranno i tre atti d’esecuzione del Cocktail.
Quindi, riempiamo il bicchiere di ghiaccio fino all’orlo, al fine di raffreddarne le pareti, dopodiché svuotiamolo (eliminando anche i residui d’acqua formatasi all’interno) non dimenticando, però, di mettere da parte alcuni cubetti di ghiaccio per l’Atto Secondo.

Atto Primo : ghiacciare le pareti del bicchiere

Atto Secondo : Bitter Campari e Vermouth Rosso
Con l’atto secondo, entreranno in scena due dei tre “protagonisti”.
Versiamo all’interno del bicchiere ben ghiacciato : i 3 cl di Bitter Campari e i 3 cl di Vermouth rosso.
Mescoliamo con un Bar Spoon (o con un cucchiaino) aggiungendo, di seguito, i cubetti di ghiaccio conservati.

Atto Secondo : Bitter Campari e Vermouth Rosso

Atto Terzo : Miscelazione (più effetti speciali)
Il protagonista indiscusso dell’atto terzo è : il Prosecco.
E dopo svariate “improvvisazioni” nello stappare la bottiglia, l’inviata speciale (io) e la coprotagonista aiuto regista, riescono “col botto” nell’ ardua impresa e a versarlo ponderatamente, non sul ghiaccio attenzione (al fine di preservarne l’effervescenza), ma facendolo scivolare sulle pareti interne del bicchiere.
Mescoliamo delicatamente dal basso verso l’alto con il Bar Sponn o col cucchiaino, aggiungendo come guarnizione la fettina d’arancia.

Terzo Atto : Miscelazione

Facile e veloce ecco pronto il nostro drink… ma l’Opera… non è ancora giunta al suo termine.
Infatti, di grande spessore artistico, sarà il suo Atto Finale.
Restate pure comodi e, se vi va, assaporate il vostro Negroni Sbagliato… in nostra compagnia.

Atto Finale : Dialogando di arti sceniche con Mariagrazia Lambiase
Con movenze agili e sinuose, al pari di una danza, la coprotagonista d’eccezione fa il suo ingresso in scena.
Opta per il posto di fronte al mio, m’osserva con sguardo arguto e divertito (aggiungerei anche brillo) e con i nostri drink in mano diamo inizio al “dialogo/intervista” :

▪︎ Cos’è per te l’Arte e quando hai capito che il Teatro fosse la tua ambizione di vita.
《L’Arte è linfa vitale, nutrimento per l’anima e supporto per lo spirito. Credo fortemente nel potere che l’arte può avere per ogni essere umano perché attraverso l’arte, sembra strano ma vero, impari molto di te, della vita e come affrontare la vita… è una Terapia.
E il Teatro è, poi, un’evoluzione coscienziale… perché riscopri quella te che magari non conosci e ti sorprendi : “sono cosi? ho queste cose dentro?”.
Mi fa sentire viva, libera… crollano tutte le barriere e i freni.
Il Teatro non è solo una passione ma un linguaggio da studiare e coltivare… è un’Arte a cui dedicare tempo, amore ed energie, motivo per cui ho scelto anche il Davimus.
Che fosse la mia strada, forse lo so da sempre ma l’ho capito da adulta perché se penso alla Mariagrazia bambina… non giocavo mai con giochi, chiamiamoli “preconfezionati”, ma mi piaceva creare situazioni di gioco : impersonavo Jessica Fletcher (la signora in giallo), mi travestivo da insegnante d’inglese e amavo giocare a guardia e ladri tanto che mia mamma mi comprò una pistola giocattolo, che ho tutt’ora, con la scritta Force Police》 – ridiamo – 《perché dovevo improvvisarmi poliziotto o ladro a seconda di come mi sentivo》.

▪︎ Di tutti i ruoli che hai interpretato quali sono stati i tuoi preferiti e, se c’è, un maestro di teatro di riferimento.
《I ruoli preferiti interpretati, tra tutti gli spettacoli fatti… mmm tre :
1) Nasten’ka de Le Notti Bianche di Dostoevskij (regia di Cinzia Cordella) : perché rispecchia la mia personalità sognatrice, un po’ bambina in senso buono. Aveva un sorriso intelligente e nello stesso tempo infantile.

Nasten’ka
Ph : Gaetano Gallo

2) Lisa Rowe di Ragazze Interrotte in Dialogando tra cinema e teatro (regia di Cinzia Cordella) : è una sociopatica molto distante da me come personalità ma la sua follia e spavalderia, in qualche modo, mi ha fortificato.
Dalla sua arroganza e violenza ne ho tratto il buono, acquisendo quella sicurezza che spesso mi manca e qui mi ricollego al discorso sull’arte terapia : lavori su te stesso accogliendo il personaggio.
E’ come se dicessi al mio personaggio : ” VIENI E RACCONTAMI LA TUA STORIA… PARLA CON ME, FAMMI CAPIRE CHI SEI… IO TI ASCOLTO e cerco di renderti nella maniera più fedele e credibile possibile”.

Lisa Rowe
Ph : Gaetano Gallo

3) Un Circo ad Auschwitz/ Io sono Anna Frank (regia di Geltrude Barba) : è un altro ruolo che ho molto a cuore, perché attraverso i suoi monologhi ho avuto modo di toccare la sua sensibilità, entusiasmo, ottimismo nonostante tutto quello che ha vissuto.
Una sua frase che ho portato con me è : ” CREDO NEL SOLE ANCHE QUANDO PIOVE.”

Anna Frank
Ph : Martina Farina

Per quanto riguarda i maestri di riferimento, sì, ne ho :
– Cinzia Cordella (attrice professionista ed affermata) : che è stata la mia insegnante di teatro ed è il mio punto di riferimento in assoluto, poiché con lei ho trovato quel teatro che cercavo ma non trovavo… il teatro contemporaneo quindi sperimentale. Mi ha fatto capire tanto e mi ha dato tanto a livello non solo artistico ma anche umano.
– E poi il Laboratorio teatrale Luca Barba di Geltrude Barba (che stimo e ringrazio) : perché ha contribuito alla mia formazione artistica. Infatti è nel lavoro laboratoriale che l’attore testa se stesso attraverso esercizi di interazione con l’altro, esercizi di recitazione, training, improvvisazione ed esercizi che coinvolgono il corpo.
E’ un teatro fisico e intimista.
Fondamentali sono state le esperienze sul campo con le matinée, dove mi sono rapportata con un pubblico variegato (dal bambino all’adulto).》

▪︎ Come ha influito sulla tua carriera il Covid-19.
《 Sicuramente mi è mancato far teatro. Però sono arrivata ad un’altra conclusione che fa parte di un mio processo di crescita… posso dire che più che sentire la mancanza di quello che avevo, a me MANCA QUELLO CHE ANCORA NON HO.
E cosa non ho? poiché penso che nell’Arte non si è mai arrivati e pure se “arrivi” devi perfezionare, migliorare… è un po’ come la vita.
La crescita artistica è come la crescita personale.
Siamo sempre in continua evoluzione e una cosa che mi piacerebbe fare è approfondire il discorso sul Teatro/Danza e quindi intraprendere un corso di teatro danza.
Tra l’altro ho anche voglia di mettermi alla prova… di fare provini, non solo per il teatro ma anche per il cinema.
Del pubblico, invece, mi manca “arrivare” nel senso che quello che interpreto emozioni lo spettatore.
Mi manca emozionare ed emozionarmi.
Una chicca su Lisa Rowe : interpretandola mi capitò una cosa, che non mi era mai capitata in prova. Ci fu un istante in cui sono morta e risorta a livello di spirito nel senso che, nella scena in cui Lisa era in lacrime, scoppiai in un pianto vero, che durante le prove simulavo ma le lacrime non mi erano mai uscite.
Caddi a terra e scoppiai in un pianto di cui mi sono sorpresa pure io ma in quel momento, quel pianto io non lo potevo frenare. E’ stato liberatorio e soprattutto vero.
Questo pianto arrivò anche al pubblico che si commosse insieme a me.
Io questa la chiamo MAGIA.
Il teatro è magia e per me l’attore è un artista che deve emozionarsi ed ha il dovere di regalare emozioni.》

▪︎ Per concludere : come hai trovato il Cocktail?
Ridiamo.
《Ottimo! un sapore intenso… mi ha preso subito e devo dire che la fettina d’arancia mi ha “commosso”.》
Ridiamo ancora.

E accompagnato dal fragore delle nostre risate, ecco che viene giù… il sipario.
Ponendo fine, così, alla mia prima Opera “Alcolscenica”.
Spero d’essere stata di buona compagnia e di aver colto i momenti clou della intervista/chiacchierata anche se, devo ammettere, il Teatro è un’arte che non si racconta ma SI VIVE… e SI FA.
Al prossimo “shak”
Martina

OnAir : Gianluca De Rubertis – Solo Una Bocca

CENNI STORICI
NEGRONI SBAGLIATO : Cocktail dalle note leggermente amarognole, fu creato a Milano nel 1972 (Bar Basso) da un errore del Bartender Mirko Stocchetto.
Si differisce dal Negroni fiorentino per la presenza del Prosecco al posto del Gin diventando, così, più leggero per la minore presenza alcolica.

MARIAGRAZIA LAMBIASE: correva l’anno 1986, Cava de’ Tirreni.
Nata e cresciuta nella città d’origine.
Attrice in itinere – in crescita… sua personale definizione – e laureanda Davimus (Discipline Arti Visive Musica e Spettacolo) con alle spalle otto anni di recitazione e tre di canto.
Ha interpretato molteplici ruoli, di valenza non solo artistica ma anche sociale, affrontando tematiche attuali (disagio psicologico, immigrazione, violenza sulle donne, razzismo).
Ed è stata diretta da vari professionisti del settore.
Tenetela d’occhio perché, in cantiere, ha già in fermento dei nuovi progetti.

U.N.I.T.A. : Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo, è un’associazione di attrici e attori nata al fine di tutelare la DIGNITÀ PROFESSIONALE.
Perché ricordiamoci:
” Il cinema e il teatro non sono tempo libero… Noi siamo lavoratori dello Spettacolo.”
– Edoardo Leo
https://www.associazioneunita.it/


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