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Non vedo, non sento ma ora posso comunicare

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Le persone sordocieche o quelle con grave deficit visivo o uditivo, spesso accompagnato da altri problemi di salute e da disabilità cognitive o motorie, riescono oggi a entrare in contatto col mondo esterno più facilmente grazie alla tecnologia. Per esempio una volta c’era bisogno di un ingegnere che predisponeva l’utilizzo di un ausilio mediante congegni complessi e costosi; oggi le soluzioni sono più semplici e meno costose anche grazie alla diffusione di smartphone e tablet». Patrizia Ceccarani, direttore tecnico-scientifico della Lega del Filo d’Oro, la Onlus che da oltre 55 anni si occupa di assistenza, riabilitazione e inclusione di queste persone, spiega come la democratizzazione della tecnologia e il suo veloce progresso in vari campi siano tra le chiavi del successo per migliorare l’interazione di queste persone con l’ambiente circostante. Queste forme di disabilità molto gravi non prevedono soluzioni standard o facili per tutti e devono essere spesso tagliate su misura, ma molto può essere ottenuto grazie a tecnologie ormai di uso comune come i sensori di prossimità: «Li usiamo per esempio per orientare l’utente con scarso residuo visivo o uditivo in vari ambienti: quando lo smartphone si avvicina a questi sensori, viene emesso un suono o una luce che riescono a indicare il percorso. Oppure si possono mettere sensori RFID o NFC in oggetti che, riconosciuti grazie al tatto e avvicinati a uno smartphone, consentono a una persona con un minimo di udito residuo di fare una telefonata oppure di ascoltare la musica». Sono solo alcuni esempi tra i tanti delle soluzioni, spesso geniali, approntate ad Osimo dal Centro di Ricerca della Lega del Filo d’Oro per stimolare l’apprendimento e l’autonomia delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali. Tecnologie che poi sono utilizzate anche negli altri centri  di Lesmo, Modena, Molfetta e Termini Imerese. Queste soluzioni hanno una solida base scientifica e sono frutto di una assidua ricerca che la Lega del Filo d’Oro porta avanti da anni: nel 2019, la Onlus ha pubblicato 7 articoli su riviste scientifiche internazionali e ha promosso seminari come la conferenza ATAD sulle tecnologie assistive, il principale evento a livello internazionale sullo sviluppo e la valutazione di nuovi programmi basati sulle tecnologie assistive, in cui i maggiori esperti e ricercatori hanno presentato le più importanti innovazioni in questo campo. «L’evoluzione tecnologica per fortuna è dalla parte delle persone sordocieche», dice Ceccarani, «e se già l’impianto cocleare permette a molti di udire il linguaggio verbale, le ricerche sull’occhio bionico sono abbastanza avanzate per regalare un certo ottimismo».

Nelle immagini qui sotto alcune delle tecnologie utilizzate dalla Lega del Filo d’Oro.


Fonte: Focus.it

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