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Come cambia la Fiorentina nelle mani di Prandelli

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La Fiorentina riparte da Cesare Prandelli, un tecnico che da quelle parti non ha certo bisogno di presentazioni. Dal 2005 al 2010, tutte annate che hanno tanto fatto godere la calorosa platea viola: calcio bello da vedere, piazzamenti in alta classifica, partite memorabili in Italia e in Europa, in particolare contro il Liverpool in Champions League e contro il Bayern Monaco in uno degli ottavi di finali più discussi di tutta la storia della competizione per via di una direzione arbitrale piuttosto scadente per quei livelli. Tutti ingredienti che hanno portato Prandelli ad essere uno degli allenatori più amati degli ultimi anni. Poi, da ieri, il grande ritorno a casa, anche se lui a “casa” ci è rimasto sempre visto che abita nella meravigliosa Piazzale Michelangelo.

Oggi il primo allenamento con i primi movimenti tattici. C’è bisogno di una svolta dal punto di vista tattico, e su quello sono già stati mossi i primi passi. Bisogna ridare entusiasmo alla città e a una tifoseria che si stava un pò “annoiando” a guardare le partite della Fiorentina. Prandelli è un’allenatore di casa, perché nonostante abbia poi avuto delle esperienze all’estero ha sempre vissuto a Firenze, proprio in quel cuore della città che deve essere risvegliato. Il ritorno di Prandelli farà bene alla Fiorentina. Purtroppo, in Italia, si bada troppo alla moda, e basta poco per far invertire un giudizio. Prandelli ha disputato uno straordinario Europeo nel 2012, un capolavoro con la squadra che arrivò alla finalissima contro la Spagna a corto di benzina. Nel Mondiale del 2014 esordì con una grande vittoria contro l’Inghilterra, poi purtroppo bucò le ultime due partite decisive per accedere agli ottavi. Dopo questo episodio, Prandelli venne etichettato come un tecnico disastroso.

Prandelli in questo momento aveva bisogno della Fiorentina e la stessa Fiorentina aveva bisogno di Prandelli, pur riconoscendo il lavoro eccellente di Iachini nella scorsa stagione. E’ la seconda volta in due anni nell’era Commisso che viene prima riconfermato Montella e dopo un’avvio negativo viene esonerato, viene preso Iachini, riconfermato, ed esonerato anche lui ad inizio stagione. Ci si augura che Prandelli non sia solamente un traghettatore. L’empatia che c’è tra tra l’ambiente Fiorentina e lui è molto forte. Ci si attende una reazione da parte della squadra, perché non è una squadra debole o costruita male, anzi, è una squadra di talento alla quale serve giocare a calcio, perché ai fiorentini piace vedere la squadra giocar bene. Nell’era Prandelli, Montella e Sousa non sono stati vinti grandi titoli, ma sono state vinte grandi partite, e se non vinceva riusciva comunque ad entusiasmare.

Iachini dal punto di vista umano è stato molto apprezzato dai calciatori, ed è per questo motivo che Commisso ci ha messo tanto per decidere l’esonero, perché ha visto in lui un grande uomo e lavoratore. Tra Firenze e Iachini non era un problema di rapporti ma bensì di sistema di gioco. Ecco perché è stato scelto un Prandelli che dalla sua ha l’etichetta di far giocar bene le sue squadre.

Come giocherà, dunque, la sua Fiorentina ? Sicuramente 4-3-3 o 4-2-3-1, moduli ideali per i calciatori presenti in rosa. L’ultimo modulo è quello ideale per esaltare le qualità di Amrabat che è stato l’acquisto più oneroso e voluto da Commisso già lo scorso gennaio. In coppia con Pulgar sarebbe perfetto, però può anche fare l’interno lasciando al cileno il comando del gioco a centrocampo e con Castrovilli mezzala. Un piccolo problema che potrebbe sorgere è quello dei due terzini, Lirola e Biraghi, ritenuti due fattori di spinta, ma la rosa è talmente ampia che le soluzioni non mancano sia con Caceres che con Milenkovic che possono essere schierati tranquillamente in quel ruolo e promuovendo titolare il nuovo acquisto Martinez Quarta. I moduli sono relativi, ma quello che conta sarà tornare a giocare un calcio bello e propositivo che porti, ovviamente, a risultati migliori.

Fiorentina A (4-3-3): Dragowski, Milenkovic/Caceres, Quarta, Pezzella, Biraghi, Amrabat, Pulgar, Castrovilli, Callejón, Cutrone/Kouame/Vlahovic, Ribery;

Fiorentina B (4-2-3-1): Dragowski, Lirola, Milenkovic, Pezzella, Biraghi, Amrabat, Pulgar, Callejón, Castrovilli, Ribery, Vlahovic.

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