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Dogtooth, il capolavoro surrealista di Yorgos Lanthimos

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Prima che il pubblico italiano entrasse in contatto con Dogtooth, distribuito in sala dal 27 agosto 2020, Kynodontas (questo è il titolo originale), già da un decennio aveva vinto la sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes ed era stato candidato al premio Oscar come miglior film straniero. Yorgos Lanthimos, con Dogtooth, mette in scena un profondo capolavoro surrealista, grazie soprattutto ad uno dei sodalizi maggiormente rilevanti della cinematografia contemporanea, ossia quello con Efthymis Filippou, brillante sceneggiatore e attore greco.

Yorgos Lanthimos è nato ad Atene ed è considerato uno dei massimi esponenti del cinema greco insieme a Lakis Lazopoulus. Esordisce sul grande schermo con O kalyteros mou flios nel 2005, mentre a livello internazionale riesce a farsi notare solo nel 2009, appunto, con Kynodontas (o Dogtooth). Nel 2011 segue Alps, un film distopico in cui una squadra di disadattati si offre di sostituire persone appena decedute per lenire il dolore di amici e parenti. Nel 2015 Lanthimos approda ad Hollywood con The Lobster e nel 2018 esce La Favorita, film ispirato agli intrighi di corte avvenuti nel 1700, durante il regno della regina Anna. 

Dogtooth mette in scena, in una cornice di orrore e manipolazione psicologica, la vita di una famiglia. Il padre, in accordo con la moglie completamente sottomessa (tanto da far sfumare la distinzione tra vittima e carnefice) cresce i suoi tre figli nella menzogna. Da sempre, infatti, in preda ad un delirio di iperprotezione, i due genitori hanno raccontato ai loro figli una realtà fantasiosa. Lo steccato del proprio giardino rappresenta, per esempio, un confine assolutamente invalicabile. La vita dei tre ragazzi, ormai adulti, si è consumata così, senza mai conoscere il mondo esterno. Spesso il capofamiglia, della cui folle decisione da cui muove l’intera storia non si capisce l’origine, ripete l’ingannevole promessa che un giorno arriverà anche per loro il momento di avventurarsi oltre il cancello di casa. I tre figli trascorrono così le loro giornate, ad imparare una vita non avente alcuna corrispondenza con la realtà. A rompere questo perverso equilibrio sarà Christina, enigmatica impiegata della fabbrica dove il padre è dirigente, assunta per soddisfare i piaceri sessuali del figlio maschio. Non conoscendo altra realtà, la famiglia (che potrebbe incarnare perfettamente “il popolo”) si lascia sottomettere, inconsapevole, da chi detiene il potere.

Per accedere alla libertà è necessario essere adulti; All’età adulta si accede perdendo il canino.È questa assurda convinzione che porterà al tragico epilogo.

Dogtooth è però anche un film sensuale. Il piacere è sfondo tematico dell’opera, reso esplicito dalla figura di Christina e, soprattutto, dall’ingenuità -talmente esagerata da apparire fasulla- delle due figlie.

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