Home Calcio La più grande “imBarçata” della storia che deve far riflettere

La più grande “imBarçata” della storia che deve far riflettere

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Bayern's Robert Lewandowski celebrates after scoring his sides sixth goal during the Champions League quarterfinal match between FC Barcelona and Bayern Munich at the Luz stadium in Lisbon, Portugal, Friday, Aug. 14, 2020. (AP Photo/Manu Fernandez/Pool)

Sembrava un’incubo, ma purtroppo è realtà. Il Barcellona, nella scorsa serata, è stato pesantemente umiliato dal Bayern Monaco con il clamoroso punteggio di 8-2, un punteggio che ha superato anche i punteggi tennistici. Una squadra palesemente scarica mentalmente e anche tecnicamente, per non parlare dell’aspetto fisico con il quale i tedeschi hanno letteralmente divorato i blaugrana. E’ sembrato di rivedere quel famoso 7-1 inflitto dalla Germania al Brasile nei Mondiali del 2014, passato alla storia come il “Mineirazo“.

Tutto ciò è inaccettabile per una società come il Barcellona. Di sicuro il Bayern è in uno stato di forma spaziale, ma è veramente poco per aggrapparsi alle scusanti. La verità è che il Barcellona non è più “IL BARCELLONA” che tutti noi abbiamo conosciuto diversi anni fa, anzi, anche il livello tecnico si è abbassato notevolmente. Prima dicevi Barça e pensavi ai vari Puyol, Xavi e Iniesta, tutti prodotti del vivaio, oggi, invece, ci sono calciatori già affermati e avanti con l’età che mettono depressione all’ambiente blaugrana. Lo stesso acquisto di Pjanic non entusiasma per niente i tifosi.

Con Guardiola 14 trofei in 4 stagioni, poi 15 in 8 stagioni senza il tecnico catalano. Il Barcellona è la squadra prima nel calcio per somma di stipendi con 12 milioni di media, con la piccola eccezione risalente a marzo con la riduzione del 70% degli stipendi. Capitolo trasferimenti, un vero e proprio sperpero di denaro non da Barcellona: dal 2013/14 1 miliardo di euro investito per i vari Coutinho (160 milioni), Griezmann (120) e Dembelè (105). La meravigliosa “Masia” che, purtroppo, si è persa. Basti pensare che nel 2012, nella gara contro il Levante, c’erano ben 11 calciatori provenienti dal vivaio, mentre ieri contro il Bayern erano solamente in 4. Questioni interne con Abidal e Bartomeu pesantemente criticati, una stagione fallimentare con il secondo posto il campionato, l’eliminazione ai Quarti in Champions e Copa del Rey e Supercoppa di Spagna abbandonata in Semifinale. Ultimo anno senza trofei nel 2007/08, poi l’avvento di Guardiola e tutto il formidabile processo di crescita generale.

Il primo passo che verrà compiuto, a quanto pare, sarà la scelta del nuovo allenatore. Salvo clamorosi colpi di scena sarà Xavi a sedersi sulla panchina. A lui il compito di importare ed esportare nuovamente la vera filosofia di questo grande club. Non sarà facile, ci vorrà del tempo, ma la sua figura in questo momento è quella più ideale per ricucire i rapporti con tifosi e spogliatoio.

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