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Ferzan Özpetek tra gli ospiti dell’ottava edizione di Salerno Letteratura con il suo nuovo romanzo: Come un respiro

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Dal 18 al 25 luglio, come ogni anno, si è tenuto il più grande festival letterario del sud: Salerno Letteratura. Anche quest’anno, la festa del libro di Salerno è stata itinerante. L’obiettivo, la valorizzazioni dei siti più suggestivi del centro storico. In particolare Palazzo Fruscione, sede della sala stampa e della segreteria organizzativa; il Tempio di Pomona, il largo Barbuti, l’atrio del Duomo e la corte della Guardia di Finanza di via Mercanti. Luoghi ideali e suggestivi per ospitare questo atteso evento e i suoi vari spettacoli, ai quali è stato dedicato, anche quest’anno, ampio spazio. 

Tra le personalità di spicco di questa ottava e particolarmente delicata edizione di Salerno Letteratura, troviamo certamente Ferzan Özpetek. Il regista e sceneggiatore turco, naturalizzato italiano, è infatti autore per Mondadori del suo terzo libro “Come un respiro”. Dopo “Rosso Istanbul” (2013) e “Sei la mia vita” (2015), Özpetek propone un intenso thriller sentimentale, capace di trascinare il lettore, fra un susseguirsi di colpi di scena, da Roma a Istanbul, avanti ed indietro nel tempo. In “Come un respiro” il presente e il passato non hanno più la forza di distinguersi l’un l’altro, ma solo la disarmante necessità di farsi testimoni di quelle scelte, presenti nella vita di ognuno, dalle quali non è più possibile tornare indietro. 

È una domenica di fine giugno. Sergio e Giovanna stanno facendo gli ultimi preparativi prima dell’arrivo, nel loro appartamento a Testaccio, di due coppie di cari amici. All’improvviso una sconosciuta si presenta alla loro porta. Molti anni prima aveva vissuto in quella casa e vorrebbe poterla rivedere un’ultima volta. La donna si chiama Elsa Corti e ha uno sguardo enigmatico e smarrito. Viene da molto lontano e porta con sé un fascio di vecchie lettere che nessuno ha mai letto. Da dove viene questa strana figura? Quale il suo passato così umano eppure inconfessabile? Attraverso una storia fatta di emozioni ed immagini, l’autore riesce a restituire, agli occhi e al cuore di chi legge, tutta la magica sensualità di Istanbul e descriverne brillantemente le sue contraddizioni. 

Per chi lo conosceva solo come regista di numerosissimi film, tra cui Hamam, con cui esordisce, Le fate ignoranti, Saturno contro, Mine vaganti, tra i più famosi, “Come un respiro” è un’ottima occasione per immergersi nell’avventura narrativa di un grande autore del cinema e apprezzare l’altro volto di un artista, capace di essere magistralmente regista e poeta.

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