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Pasquetta nocerina: Martedi in albis Nocera rivive la tradizione in balcone o in giardino

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Pasquetta

Sant’Egidio del Montealbino

Martedì Nocerino: la Pasquetta di Nocera anche quest’anno in giardino

Ogni anno i nocerini rivivono una tradizione ormai immutata negli anni. Martedì, infatti, dopo il lunedì in Albis, a Nocera Inferiore e Nocera Superiore si festeggia la cosiddetta “pasquetta nocerina”. Il Martedì dell’angelo  2020 sarà insolito e privo  di tradizione e consetudine.  A fermare  questo rito antico, risalente al 500  è stato il Coronavirus , che vede costretti gli abitanti a restare a casa !!! I fedelissimi ligi alle tradizioni però non rinunciano a festeggiare , restando in giardino o magari in balcone allestendo tavole imbandite e barbecue in terrazza . Il lunedì dopo Pasqua, dal punto di vista religioso si ricorda per l’incontro con l’angelo delle donne che erano giunte al sepolcro di Gesù per cospargerlo di profumati unguenti.Abitualmente “il martedì dell’angelo”si festeggia con parenti ed amici facendo scampagnate, gite ,pic-nic, probabilmente per ricordare l’apparizione di Gesù a due discepoli diretti verso Emmaus. A Nocera quest’usanza si prolunga fino al martedì, giorno in cui gli abitanti si recano presso il santuario di Santa Maria dei Miracoli in Montalbino, per festeggiamenti e passeggiate  all’aperto.

Pasquetta nocerina : cosa si mangia ?

Durante il martedì di pasquetta la tradizione suggerisce i classici piatti pasquali . Non mancherà mai la pastiera di grano e di riso . Non solo per la scampagnata, abitudine è mangiare la pizza di maccheroni, salata e dolce ( con l’aggiunta di zucchero ) .I nocerini, ovviamente hanno sempre un casatiello o un tortano, in più per il martedì . I carciofi arrostiti  fanno da padroni  in questo giorno di festa.  A seguire c’è la classica grigliata con il vino paesano è l’immancabile soppressata.I buongustai mangiano anche le melanzane sott’olio.

Qual é l’origine di questa tradizione?

Secondo le fonti sembra che l’arcivescovo di Carlo Baldini, alla fine del ‘500, per regolare il flusso di pellegrini che si recavano presso il santuario del Monte Albino e prevenire possibili faide , avesse stabilito che il lunedì potevano recarvisi i paganesi, i barbieri e i calzolai, il martedì i nocerini, e il giovedì i “signori” e i macellai. Una suddivisione quindi, in base alla provenienza e alle classi sociali. Questa tradizione è rimasta immutata nei secoli per i nocerini che ancora oggi amano celebrare il martedì dell’Angelo dirigendosi verso il santuario. Ma non solo: il programma prevede che le statue della Madonna, di Sant’Eligio, patrono degli animali domestici, e di Sant’Emiddio, protettore dai terremoti, che sono ubicate presso il santuario, vengano custodite dalla domenica delle palme fino al lunedì in Albis presso la chiesetta di San Rocco a Casale del Pozzo; il 28 marzo inizierà la processione dalla chiesa di San Rocco fino alla chiesa di Santa Maria Del Presepe. Il martedì è previsto il rientro in santuario alle ore 16, con la benedizione degli animali intorno alle 14.30. Il tutto termina giovedì con la benedizione alla città di Nocera e a tutto l’Agro, e con lo spettacolo dei fuochi pirotecnici. Un evento che si ripete  ogni anno. Usanze che sopravvivono con il passare  del tempo,  con l’aspetto religioso meno vivo, ma comunque con la gioia di trascorrere una giornata all’insegna della spensieratezza , calati nella natura.

Il santuario, costruito nel 1530 per opera del nobile Giovan Battista Castaldo e posto a mezza costa del Montalbino, è frequentato dai nocerini anche al di fuori delle feste pasquali. Una volta raggiunto il luogo sacro, infatti, è possibile godere di una vista eccezionale di tutta la valle del Sarno: un posto suggestivo, immerso nella natura, dove regna la quiete e la serenità. Dall’alto di Monte Albino c’è uno squarcio bellissimo che protegge le due città : da un lato Nocera Inferiore dall’alto Pagani .

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Anna Rubino,campana e celiaca DOC. Sono giornalista pubblicista,amo il mondo della ristorazione a 360 gradi.Amovivereglutenfree è il mio Mood ed il mio klaim "vivere felicemente"la celiachia .Grazie ad "amovivereglutenfree ho l'opportunità di organizzare Open Day educativi e formativi presso gli istituti alberghieri per affrontare il tema dell'emarginazione culinaria che colpisce soprattutto la fascia adolescenziale subendo spesso bullismo ed emarginazione. Vivo di pizza,sono giudice ai campionati di pizza nella categoria "senza glutine"Appassionata del Festival di Sanremo che vivo in modo viscerale instaurando amicizie indelebili durature usando l' espressione "Ciò che Sanremo unisce la vita non divide" nel frattempo buongiornissimoooooo GLUTENFREE

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