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Oms, coronavirus 10 volte più letale dell’influenza del 2009

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epa08281660 Tedros Adhanom Ghebreyesus, Director General of the World Health Organization (WHO), informs to the media about the last updates regarding on the novel coronavirus COVID-19 during a new press conference, at the World Health Organization (WHO) headquarters in Geneva, Switzerland, 09 March 2020. EPA/SALVATORE DI NOLFI

Solo un vaccino può fermare il COVID-19

In foto Tedros Adhanom GhebreyesusRIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA/

epa05751739 David Nabarro, UN Secretary-General’s Special Envoy on Ebola, speaks to the media, during a press conference about his candidacy for the post of the Director-General of WHO, during the 140th session Executive Board of the WHO, at the World Health Organization (WHO) headquarters in Geneva, Switzerland, 26 January 2017. EPA/MARTIAL TREZZINI

In foto David NabarroRIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA/

Solo un vaccino sicuro ed efficace potrà interrompere definitivamente la trasmissione” del virus. E’ quanto ha sottolineato il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel briefing da Ginevra. “Le prove provenienti da diversi Paesi ci stanno dando un quadro più chiaro di questo virus, come si comporta, come fermarlo e come trattarlo. Sappiamo che il COVID-19 si diffonde rapidamente e sappiamo che è 10 volte più mortale del virus responsabile dell’influenza del 2009”. Lo ha spiegato il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel briefing sul coronavirus da Ginevra. La pandemia del 2009-2010 fu quella dell’influenza suina, chiamata anche H1N1, che provocò circa 18mila morti nel mondo e centinaia di migliaia di contagi, soprattutto nel continente americano. Il numero uno dell’Oms ha aggiunto: “Sappiamo che in alcuni paesi, i casi di COVID-19 raddoppiano ogni 3-4 giorni. Il virus accelera molto velocemente, ma decelera molto più lentamente”. “Ciò significa – ha sottolineato – che le misure restrittive devono essere revocate lentamente e con controllo. Non può accadere tutto in una volta. E solo se la sanità pubblica ha adottato le corrette misure, come una significativa capacità di tracciare i contatti” con i contagiati.  “Il nostro essere connessi a livello globale ha come conseguenza il rischio di una risorgenza del Covid-19.

“Per supportare i paesi che stanno considerando l’eliminazione delle restrizioni, l’Oms domani pubblicherà i suoi consigli aggiornati”. Lo ha reso noto il capo dell’organismo, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel briefing sul coronavirus da Ginevra. La strategia dell’Oms prevede che i paesi considerino sei criteri per allentare la stretta: la trasmissione del virus deve essere controllata ed il sistema sanitario deve essere in grado di rilevare, testare, isolare e trattare ogni caso di COVID-19 e tracciare ogni contatto. I rischi di diffusione dell’epidemia in strutture come le case di cura devono essere ridotti al minimo. Misure di prevenzione devono essere adottate nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli altri posti dove le persone si spostano. Bisogna essere in grado di gestire i casi importati. E serve piena consapevolezza delle comunità nell’adottare le “nuove regole”.

Indossare mascherine diventerà la norma – Indossare la mascherina protettiva diventerà la norma. Lo ha detto il portavoce dell’Oms, David Nabarro, alla Bbc. “Il coronavirus non andrà via. Non sappiamo se le persone che lo hanno avuto siano immuni né quando avremo un vaccino”, ha spiegato. “Quindi qualche tipo di protezione facciale diventerà la norma, anche se solo per rassicurare le persone”, ha sottolineato. Non esistono ancora prove che il vaccino contro alcune forme di tubercolosi possa proteggere contro il coronavirus: lo sottolinea l’Organizzazione mondiale della sanità in un rapporto scientifico pubblicato sul suo sito Web. Dirottare le scorte verso il trattamento del Covid-19 potrebbe inoltre portare a carenze di vaccini, con conseguente aumento delle infezioni e dei decessi per tubercolosi. “Non ci sono prove – si legge nel testo dell’Oms – che il vaccino Bacille Calmette-Guérin (BCG) protegga le persone dall’infezione” da coronavirus. “Sono in corso due studi clinici che affrontano questa domanda e l’Oms valuterà le prove quando saranno disponibili” 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Fonte:
https://www.ansa.it/

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Luciano Squitieri nasce nel 1988 a Sarno, cresce tra Striano, un piccolo paesino alle pendici del Vesuvio, e Santa Maria di Castellabate, piccolo borgo nel cuore del Cilento. Mentre studia per il diploma in Elettronica ed Automazione presso l’istituto superiore “ITIS E. Fermi” di Sarno, si avvicina al mondo della fotografia, lasciandosi ispirare dei grandi nomi della street photography. Conseguito il diploma nel 2009, Luciano decide che la fotografia sarà il suo pane quotidiano. Seguendo le orme di suo fratello Gianni, imbraccia la fotocamera e lavora duro per imparare tutti i trucchi del mestiere. Nel 2015, dopo tre anni di impegno e dedizione, gli viene consegnato il tesserino ufficiale dell’Ordine dei Giornalisti, realizzando il suo sogno di essere un giornalista pubblicista. Questo il punto di svolta della carriera di Luciano che lo porta da Made in Sud, noto programma comico di Rai 2, fino al Festival di Sanremo dove conosce personaggi illustri del mondo dello spettacolo. Nel 2016 fonda la testata giornalistica Resportage, della quale è direttore e fotoreporter. L’animo gentile e la disponibilità estrema fanno di Luciano la persona giusta alla quale affidarsi per immortalare i momenti più importanti. Per Luciano la fotografia non è solo una professione ma uno stile di vita. “Dalla prima fotografia all’ultima, ogni volta provo sempre la stessa emozione quando scatto”. Luciano Squitieri

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