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CORONAVIRUS : Rischio di rivolte al Sud

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Da qualche giorno , l’ intelligence ci stava lavorando ed infine ha inviato un report riservato all’indirizzo della
Presidenza del Consiglio : la crisi economica e le chiusura di diverse attività commerciali a causa dell’
epidemia del Coronavirus possano scatenare disordini sociali. Questo recita il comunicato.
Uno scenario che si potrebbe manifestare maggiormente nel mezzogiorno del Bel Paese. Ma questo ci
spiace dirlo ma e piu che una ipotesi vista la crescente nascita sui social di gruppi che in poche ore
raggiungono le migliaia di iscrizioni.
Tutti concordi sul fatto che il governo poco ha fatto per garantire la sopravvivenza a famiglie appartenenti ai
ceti sociali piu bassi, ma che comunque dovono pur provvedere al sostentamento dei figli.
I dieci giorni di aspettativa enunciati dal premier Conte potrebbero non bastare per coloro che non “
incassano “ da un mese e cosi leggi : “Allora ragazzi avevo detto ieri sera, il problema c’è da subito: i
bambini devono mangiare” oppure: “Io non aspetto aprile, sono senza un euro, la mia famiglia deve
mangiare. 
Certo non si può giustificare certi atteggiamenti in una societa civile, ma proviamo a metterci dalla parte di
chi ambulante, che vendendo il pane per strada, e finora ha guadagnato con la frutta e la verdura nelle
bancarelle dei mercati tradizionali o in quelli rionali da un mese non incassa più un euro. Cosi i negozianti di
generi non alimentari,costretti a chiudere bottega ma alla fine del mese deve comunque fare i conti con le
scadenze e probabilmente non possono onorarle. In questa situazione nasce un vero e proprio caso di
discriminazione sociale: ce chi si arricchisce guadagnando tanto e chi s’impoverisce .
Una bomba ad Orologeria che potrebbe scoppiare da un momento all’altro , soprattutto nel Mezzogiorno d’
Italia, dove l’economia sommersa e la capillare presenza della criminalità organizzata sono due dei principali
fattori di rischio atti ad potenziale pericolo di rivolte e ribellioni, spontanee o organizzate.
L’invito al Governo è evidente ……fate presto !!!! altrimenti il coronavirus non sarà l’unico nemico da
combattere.
Bruno Fontanarosa

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Luciano Squitieri nasce nel 1988 a Sarno, cresce tra Striano, un piccolo paesino alle pendici del Vesuvio, e Santa Maria di Castellabate, piccolo borgo nel cuore del Cilento. Mentre studia per il diploma in Elettronica ed Automazione presso l’istituto superiore “ITIS E. Fermi” di Sarno, si avvicina al mondo della fotografia, lasciandosi ispirare dei grandi nomi della street photography. Conseguito il diploma nel 2009, Luciano decide che la fotografia sarà il suo pane quotidiano. Seguendo le orme di suo fratello Gianni, imbraccia la fotocamera e lavora duro per imparare tutti i trucchi del mestiere. Nel 2015, dopo tre anni di impegno e dedizione, gli viene consegnato il tesserino ufficiale dell’Ordine dei Giornalisti, realizzando il suo sogno di essere un giornalista pubblicista. Questo il punto di svolta della carriera di Luciano che lo porta da Made in Sud, noto programma comico di Rai 2, fino al Festival di Sanremo dove conosce personaggi illustri del mondo dello spettacolo. Nel 2016 fonda la testata giornalistica Resportage, della quale è direttore e fotoreporter. L’animo gentile e la disponibilità estrema fanno di Luciano la persona giusta alla quale affidarsi per immortalare i momenti più importanti. Per Luciano la fotografia non è solo una professione ma uno stile di vita. “Dalla prima fotografia all’ultima, ogni volta provo sempre la stessa emozione quando scatto”. Luciano Squitieri

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