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Qualità dei video in streaming ridotti? Ecco svelato il mistero

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https://www.teknokultura.it/69282/youtube-e-netflix-riducono-drasticamente-la-qualita-video/

Piattaforme come Netflix, Amazon, Youtube, Disney e quant’altro, in questi giorni stanno riducendo la qualità degli stream nelle loro piattaforme di streaming in modo tale da ridurre il traffico nelle infrastrutture di rete, poiché in questo periodo di emergenza COVID-19 sono messe più sotto stress dovuto dal fatto che le persone, costrette a restare a casa, si intrattengono guardando video in streaming, rimangono  in contatto con gli altri tramite videochiamate, lavorano in smart working o partecipano a lezioni a distanza tramite piattaforme di e-learning. In poche parole, l’uso di applicazioni e servizi che funzionano tramite internet è aumentato. Per evitare che ci siano problemi di connettività, nei giorni scorsi il commissario europeo per il mercato interno e i servizi Thierry Breton hanno chiesto alle piattaforme di streaming di contribuire a ridurre il proprio carico sulle infrastrutture di rete in Europa. Se prendiamo in considerazione Netflix, le differenze nella qualità di visione dei contenuti si nota fin da subito. Se prima i contenuti in 4K UHD contavano su un bitrate di 15Mbps circa, adesso arrivano massimo a 7.62Mbps. A questo punto molti abbonati al piano più costoso, ovvero quello Premium da 15,99 euro che permette di visionare i contenuti fino alla qualità di 4k UHD HDR, potrebbero benissimo pensare di effettuare un downgrade al piano Standard con visione fino alla risoluzione 18080p, almeno fino a quando le cose non ritornano alla normalità. Mentre se prendiamo in considerazione Youtube, esso normalmente adatta la qualità in automatico in base alla velocità della connessione e alle capacità del dispositivo da cui si guarda dalla risoluzione 4k fino a 60fps; in questo periodo di emergenza però, il player adatta la qualità in automatico fino alla risoluzione standard (480p o 720p a seconda dei casi) non andando oltre.  Mentre Amazon invece ha deciso in risposta all’appello di Breton di limitare, in alcuni casi, il traffico della sua piattaforma di streaming Prime Video, inclusa nell’abbonamento Amazon Prime senza costi aggiuntivi. Apple, invece anche se non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, avrebbe limitando la qualità dei video in streaming su Apple TV Plus. Queste sono fra le piattaforme principali che hanno aderito alla richiesta ma probabilmente anche altri servizi di streaming hanno deciso di accogliere la richiesta Breton di ridurre la qualità dei flussi video nelle loro piattaforme, il che significa che se in questi giorni non vedrete Netflix, Amazon Prime Video e altri non molto bene come uno o due mesi fa la causa non è del televisore e ne del dispositivo che usate ma sono semplicemente i server dei servizi che trasmettono con un bitrate minore del solito. 

Fonte copertina
https://www.teknokultura.it/69282/youtube-e-netflix-riducono-drasticamente-la-qualita-video/

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