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Coronavirus, oltre 6 mila casi e 118 morti negli Usa: il virus ha colpito tutti i 50 Stati. Contagio si espande anche in Medio Oriente

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La Fernesina è al lavoro senza sosta per organizzare il rimpatrio di tutti gli italiani che si trovano all’estero e sono rimasti bloccati dallo stop dei voli. Tra questi ci sono cinque giovani operai della provincia di Frosinone che non riescono a tornare a casa dal Marocco per mancanza di posto sui voli aerei

Con il primo caso rilevato in West Virginia, ora tutti i 50 Stati americani sono stati toccati dal Covid-19, con un totale di oltre 6 mila casi accertati. Le vittime, 118 al momento, sono per lo più localizzate nello Stato di Washington, in quello di New York e in California. La pandemia si è estesa all’intero territorio statunitense martedì, quando il governatore del West Virginia – Jim Justice – ha annunciato il primo caso di contagio nel suo Stato, fino a ieri l’unico ancora immune dal contagio. L’amministrazione Trump ha annunciato misure economiche straordinarie, con il Tesoro che si dice pronto a dare un contributo diretto in denaro ai cittadini americani, ma si fanno sempre più forti i timori che il sistema, anzitutto quello sanitario, non riesca a reggere. In questo clima si sono svolte le primarie dei democratici in Florida, Arizona e Illinois che hanno – di fatto – decretato Joe Biden come sfidante del tycoon nella corsa alla Casa Bianca di novembre.

Il numero dei contagi continua a salire anche in tutta Europa, con Spagna e Germania che, dopo l’Italia, fanno registrare i numeri più alti con rispettivamente 11mila e 8mila casi, anche il governo della Gran Bretagna si arrende all’evidenza e, con 2mila persone infette, dichiara “guerra” al coronavirus. Tanto che anche la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha ammesso che “tutti noi, che non siamo esperti, all’inizio abbiamo sottovalutato il coronavirus”, spiegando – in un’intervista al quotidiano tedesco Bild – che poi “con il passare del tempo è diventato chiaro che si tratta di un virus che ci terrà impegnati a lungo”, dal momento che l’Europa è “oggi l’epicentro della crisi”.

La Fernesina è al lavoro senza sosta per organizzare il rimpatrio di tutti gli italiani che si trovano all’estero e sono rimasti bloccati dallo stop dei voli. Tra questi ci sono cinque giovani operai della provincia di Frosinone che non riescono a tornare a casa dal Marocco per mancanza di posto sui voli aerei, a poche ore della serrata della nazione africana che chiuderà le sue frontiere. A rendere nota la vicenda, dopo aver a suo dire, inutilmente cercato di contattare la Farnesina, e’ la madre di uno degli operai. La donna che vive a Cassino, nel sud della provincia laziale, chiede aiuto: “Mio figlio ed altri quattro operai residenti in provincia di Frosinone – ci racconta la donna -. Da giorni stanno cercando di tornare in Italia ma senza esito. Non ci sono voli disponibili e dalla Farnesina c’è un continuo rimpallo di informazioni con l’ambasciata italiana in Marocco. L’emergenza Coronavirus nei paesi Africani sta iniziando ora. Pensare che debbano rimanere lì mi fa impazzire”.

Medio Oriente – Sei paesi arabi hanno registrato, ieri sera, un nuovo aumento delle infezioni e, conseguentemente, hanno annunciato nuove misure. In Giordania, dove fino a ieri sono stati registrati 40 casi di contagio, uno dei quali guarito, il re Abdullah II ha approvato una legge che conferisce al governo ampi poteri per imporre uno stato di emergenza per aiutarlo a combattere la diffusione del virus. In Marocco, il re Mohamed VI ha ordinato all’esercito di allestire ospedali da campo militari per combattere il virus, mentre la Tunisia è pronta a dichiarare il coprifuoco. In Qatar, l’emittente televisiva “Al Jazeera” riferisce che il Comitato supremo per la gestione delle crisi ha annunciato in una conferenza stampa di aver chiuso per 14 giorni la zona industriale di Doha per limitare la diffusione del virus e ha anche annunciato la chiusura di tutti i negozi, ad eccezione di quelli che vendono cibo e medicine.

Israele – Il ministero della Salute israeliano ha fatto sapere che altre 90 persone sono risultate positive al nuovo coronavirus, portando il totale dei contagi confermati nel Paese a 427. Sinora non ci sono morti per Covid-19 in Israele, ma 15 pazienti sono in condizioni mediamente gravi o gravi, e il numero delle infezioni sta crescendo in maniera esponenziale. Le autorità hanno deciso misure rigide per arginare la diffusione della malattia, avvertendo che si rischiano migliaia di morti se le persone non rispettano le regole. “Abbiamo visto che cosa sta accadendo in altri Paesi che non hanno deciso questi passi. Migliaia di persone nel mondo sono già morte. Come premier, devo dirvi la verità. Per mia gioia, non abbiamo perso nessuno. Ma questo non durerà”, ha detto il primo ministro Benjamin Netanyahu in un discorso alla nazione. “Questa è una crisi enorme, siamo solo all’inizio”, ha detto Netanyahu. Il coronavirus ha contagiato più di 195mila persone nel mondo, uccidendone oltre 7.800. Il governo israeliano ha chiesto che la maggior parte della popolazione lavori da casa, che le persone mantengano distanza tra loro e non escano dalle proprie abitazioni se non per motivi essenziali, come comprare farmaci o cibo. Il ministero della Difesa ha trasformato le strutture alberghiere, vuote per il calo del turismo, in centri per malati di Covid-19. Ha anche chiesto al servizio di sicurezza Shin Bet di applicare la sorveglianza telefonica, passo che ha scatenato le proteste di parlamentari e gruppi per i diritti civili.Giappone – Il Giappone non ha ancora raggiunto il picco dei contagi di coronavirus, con diverse regioni dell’arcipelago che mostrano tutt’ora segnali contrastanti sulla diffusione della pandemia. Lo evidenzia una indagine dell’agenzia Kyodo, che cita le dinamiche in corso in Hokkaido, la prefettura a nord del Paese, dove e’ stato decretato lo stato di emergenza a fine febbraio a seguito dei 128 casi di infezioni registrate, e la situazione nella prefettura di Aichi, nel Giappone centrale, con il secondo numero di contagi creati in maggior misura da un ‘cluster’, un raggruppamento di persone infette, in un centro di assistenza per anziani. L’incremento giornaliero dei contagi si è assestato ad una media di 20-30 persone al giorno tra fine febbraio e inizio marzo, lasciando presumere che il picco dell’epidemia debba ancora manifestarsi. Mentre il numero delle infezioni mostra una tendenza in ribasso dal 10 marzo, spiega l’indagine della Kyodo, è probabile che si presenti un aumento nella seconda parte di marzo perchè molti casi non sono stati ancora identificati dalle autorità sanitarie. Condizioni simili anche a Tokyo, con il verificarsi di nuovi 12 casi ieri, il maggior progresso giornaliero, portando il totale dei casi nella capitale a 102. Lo studio rivela inoltre che nel corso delle ultime settimane più di 20 persone provenienti dall’estero sono risultate positive al coronavirus. Nello specifico, un uomo di 50 ha contratto la malattia di ritorno da un viaggio in Francia, e un’altra persona e’ risultata positiva al termine di una vacanza sul Nilo, in Egitto. A questo riguardo il governo di Tokyo ha allo studio misure che prevedono l’imposizione di un periodo di quarantena volontario per i viaggiatori che arrivano dall’Europa, i paesi del Sud Est Asiatico e lo stesso Egitto.Romania – Lo stato di emergenza ha una durata di 30 giorni e le misure vanno prese molto rapidamente: lo ha detto il presidente della Romania, Klaus Iohannis, in una videoconferenza con il primo ministro Ludovic Orban e i ministri responsabili della gestione dell’epidemia, ai quali ha sollecitato di specificare l’impatto delle misure intraprese sulla popolazione, sia per quanto riguarda una valutazione a breve termine che per 30 giorni. Il decreto del presidente Iohannis sullo stato di emergenza ha gia’ ricevuto il parere positivo delle commissioni parlamentari e sarà votato domani in parlamento a Bucarest. Secondo i dati ufficiali, sono 217 le persone contagiate in Romania, di cui 19 guarite. Circa 3.300 persone sono in quarantena istituzionalizzata e più di 16.600 in isolamento domiciliare sotto sorveglianza medica. Intanto, sono state aperte decine di pratiche penali per il reato di procurata epidemia.Pakistan – Continua a salire il numero dei contagi da coronavirus nel Paese: oggi sono stati annunciati 50 nuovi casi nelle ultime 24 ore, per un totale di 245, stando a quanto reso noto da un portavoce del ministero della Salute di Islamabad. Il premier Imran Khan ha chiesto alla popolazione di prepararsi a far fronte ad un’ulteriore diffusione del virus: “Voglio dirvi che i contagi si espanderanno ulteriormente nel paese”, ha detto rivolto ai connazionali in un intervento televisivo trasmesso ieri sera. Il premier ha chiesto inoltre ai cittadini di non lasciarsi prendere dal panico: “Insieme – ha dichiarato – vinceremo questa guerra contro il virus”. La maggior parte dei casi è concentrata a Tartan, città di confine dove centinaia di persone sono state messe in quarantena dopo essere rientrate dall’Iran.

Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/



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Luciano Squitieri nasce nel 1988 a Sarno, cresce tra Striano, un piccolo paesino alle pendici del Vesuvio, e Santa Maria di Castellabate, piccolo borgo nel cuore del Cilento. Mentre studia per il diploma in Elettronica ed Automazione presso l’istituto superiore “ITIS E. Fermi” di Sarno, si avvicina al mondo della fotografia, lasciandosi ispirare dei grandi nomi della street photography. Conseguito il diploma nel 2009, Luciano decide che la fotografia sarà il suo pane quotidiano. Seguendo le orme di suo fratello Gianni, imbraccia la fotocamera e lavora duro per imparare tutti i trucchi del mestiere. Nel 2015, dopo tre anni di impegno e dedizione, gli viene consegnato il tesserino ufficiale dell’Ordine dei Giornalisti, realizzando il suo sogno di essere un giornalista pubblicista. Questo il punto di svolta della carriera di Luciano che lo porta da Made in Sud, noto programma comico di Rai 2, fino al Festival di Sanremo dove conosce personaggi illustri del mondo dello spettacolo. Nel 2016 fonda la testata giornalistica Resportage, della quale è direttore e fotoreporter. L’animo gentile e la disponibilità estrema fanno di Luciano la persona giusta alla quale affidarsi per immortalare i momenti più importanti. Per Luciano la fotografia non è solo una professione ma uno stile di vita. “Dalla prima fotografia all’ultima, ogni volta provo sempre la stessa emozione quando scatto”. Luciano Squitieri

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