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Gli americani che si apprestano ad affrontare l’emergenza coronavirus chiedono aiuto ai medici italiani

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Con il Tocilizumab sono stati trattati i circa 60/70 pazienti in tutta italia e in generale i risultati sembrano positivi. A Napoli su sette pazienti sei sono migliorati, uno è morto ma era già in condizioni molto critiche e ieri sera sono stati trattati altri 3 pazienti. L’azienda che produce il farmaco ha distribuito 600 flaconi in tutta Italia. L’Aifa sta avviando un protocollo ufficiale in tempi record. Secondo i medici napoletani il picco dei contagi arriverà la prossima settimana.

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Il team di scienziati napoletani che in questi giorni ha lanciato la sperimentazione terapeutica di un farmaco usato per altre patologie che sta dando buoni risultati per la cura del coronavirus, è stato contattato dallo staff del Roswell Park Institute che vorrebbe richiederne il protocollo e collaborare con i medici italiani.
«Nel momento in cui Aifa, l’agenzia italiana del farmaco, renderà pubblico il protocollo, potremmo condividere la nostra esperienza e dare una mano anche ai nostri amici americani» spiega Paolo Ascierto, direttore SC Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative INT del Pascale di Napoli. «Aifa in tempi record ha approvato un protocollo che presto sarà attivo. Il protocollo è importante perché ci dirà in quali pazienti questo farmaco, il Tocilizumab, ci dà benefici maggiori e quindi ci permetterà di capire anche le tempistiche Perché probabilmente utilizzandolo in un momento preciso i benefici possono aumentare”.

A Napoli, su sette pazienti trattati con il Tocilizumab, sei sono migliorati, uno è morto, ma era già in condizioni molto critiche e ieri sera il farmaco è stato somministrato ad altri 3 pazienti non intubati. Lo riferisce in un collegamento telefonico il dott. Roberto Parrella, direttore di una delle unità di malattie infettive dell’Ospedale Cotugno. Parrella, dialogando con Vincenzo Montesarchio direttore Oncologia dell’Azienda dei Colli, a cui ribadisce che le condizioni dei pazienti sono incoraggianti. Intanto l’azienda che produce il farmaco ha distribuito 600 flaconi in tutta Italia e sono stati trattati in tutto circa 60/70 pazienti tra Fano, Pesaro, Urbino, Bergamo, Milano, Roma e in generale i risultati sembrano positivi.

«I colleghi ci stanno inviando delle schede con i dati clinici E i dati respiratori in modo da avere un’idea – spiega Montesarchio – l’impressione è che anche negli altri centri ci sia una buona risposta immediata». Secondo Montesarchio, se questo è un virus che come sembra ha un periodo di incubazione di 5-7 giorni, oggi stiamo osservando i contagi sono avvenuti circa sette giorni fa e per questo motivo ci si aspetta il picco dei contagi per la prossima settimana.

Fonte: https://www.corriere.it/

https://www.corriere.it/video-articoli/2020/03/14/gli-americani-che-si-apprestano-ad-affrontare-l-emergenza-coronavirus-chiedono-aiuto-medici-italiani/3bb80a6a-65dc-11ea-a287-bbde7409af03.shtml?fbclid=IwAR0ysd0M8Wk4tiB7-2_0-T2sqon1lKPlAKD0whfWgjzWIKsXRjWNyh9E-JQ&refresh_ce-cp
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Luciano Squitieri nasce nel 1988 a Sarno, cresce tra Striano, un piccolo paesino alle pendici del Vesuvio, e Santa Maria di Castellabate, piccolo borgo nel cuore del Cilento. Mentre studia per il diploma in Elettronica ed Automazione presso l’istituto superiore “ITIS E. Fermi” di Sarno, si avvicina al mondo della fotografia, lasciandosi ispirare dei grandi nomi della street photography. Conseguito il diploma nel 2009, Luciano decide che la fotografia sarà il suo pane quotidiano. Seguendo le orme di suo fratello Gianni, imbraccia la fotocamera e lavora duro per imparare tutti i trucchi del mestiere. Nel 2015, dopo tre anni di impegno e dedizione, gli viene consegnato il tesserino ufficiale dell’Ordine dei Giornalisti, realizzando il suo sogno di essere un giornalista pubblicista. Questo il punto di svolta della carriera di Luciano che lo porta da Made in Sud, noto programma comico di Rai 2, fino al Festival di Sanremo dove conosce personaggi illustri del mondo dello spettacolo. Nel 2016 fonda la testata giornalistica Resportage, della quale è direttore e fotoreporter. L’animo gentile e la disponibilità estrema fanno di Luciano la persona giusta alla quale affidarsi per immortalare i momenti più importanti. Per Luciano la fotografia non è solo una professione ma uno stile di vita. “Dalla prima fotografia all’ultima, ogni volta provo sempre la stessa emozione quando scatto”. Luciano Squitieri

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