Home Enogastronomia Chiacchiere di Carnevale . Ricetta classica e idee...

Chiacchiere di Carnevale . Ricetta classica e idee alternative .

411
0

Il dolce tipico di Carnevale .

Origini
Altri nomi Bugìe (piemontese, ligure), cròstoli e/o gròstoli (veneto), galani (veneto), cróstoli e/o cróstui (friulano), frappe (emiliano, Italia centrale), sfràppole (bolognese), intrigoni (emiliano), fiocchetti (romagnolo), crespelle, cenci e sprelle (Italia centrale), meraviglie (Sardegna)[1]
Luogo d’origine  Italia
Diffusione europea
Dettagli
Categoria dolce
Riconoscimento P.A.T.
Ingredienti principali uova, zucchero, farina

Quando si parla di Carnevale si pensa subito alle chiacchiere ,il dolce carnevalesco per antonomasia.
Frappe, cenci, chiacchiere, bugie, frappole, galani, frittole, crostoli, sono solo alcuni dei tanti nomi che assume questo dolce nelle varie regioni d’Italia.

Non tutti conoscono la sua origine e il significato del suo nome. Eppure conoscere le origini di una ricetta e le tradizioni permettono anche di assaporarla meglio, acquisendo “familiarità” con la storia stessa, il significato e quello che essa vuole trasmettere.

Dove nascono le chiacchiere?
Secondo gli storici l’origine delle chiacchiere risale all’epoca romana, in quel periodo venivano fatti dei dolcetti a base di uova e farina chiamati “frictilia”, che venivano fritti nel grasso del maiale, e preparati dalle donne romane per festeggiare i Saturnali (festività che corrisponde al nostro Carnevale). Si era soliti farne grosse quantità perché dovevano durare per tutto il periodo della Quaresima.
Questo dolce veniva servito alla folla che si recava in strada per festeggiare il carnevale, e poiché era semplice da preparare se ne potevano fare grande quantità in breve tempo e ad un costo basso.

La tradizione dei frictilia è sopravvissuta fino ad oggi, apportando solo piccole modifiche alla ricetta di base a seconda delle varie tradizioni regionali, anche se è sempre più raro trovare in giro chiacchiere o cenci fritti nello strutto, anzi, sulla scia del salutismo e delle manie delle diete è più facile trovarle fritte nell’olio o cotte a forno.

La leggenda napoletana
Le chiacchiere possono essere anche napoletane e la storia fa risalire il loro nome alla Regina Savoia che volle chiacchierare, ma ad un certo punto le venne fame e chiamò il cuoco di corte, Raffaele Esposito, per farsi preparare un dolce che potesse allietare lei e i suoi ospiti.Costui prese spunto da quella chiacchierata e diede il nome di “chiacchiera” al dolce appena fatto.

Le tradizioni della preparazione delle chiacchiere.


Un dolce che si tramanda da secoli forse anche grazie alla sua ricetta facile e per niente dispendiosa. Considerato da sempre un dolce povero per i pochi ingredienti utilizzati si è cercato col tempo di arricchirlo con le varie rivisitazioni apportate alla ricetta di base. Che siano fatte in casa, acquistate al supermercato o in pasticceria, le chiacchiere vengono fatte a forma di striscioline leggermente rondellate ai bordi e fritte di abbondante olio e successivamente messe su carta assorbente per privarle dell’olio in eccesso e servite fredde spolverate da zucchero a velo.
Possono essere ricoperte da miele, cacao, o anche annaffiate da alchermes (liquore italiano utilizzato soprattutto per la bagna dei dolci, dal colore rosso è considerato elisir di lunga vita) o servite accompagnate da cioccolato fondente (in origine sanguinaccio perché veniva aromatizzato con il sangue fresco del maiale che gli conferiva quel retrogusto un po’ acidulo). Ormai sono tante le ricette che si trovano in giro sulle bugie, c’è chi le fa a forma di nodini o fiocchetti o chi addirittura ha deciso di farle ripiene, come se fosse un fagottino che al suo interno custodisce qualcosa di prezioso!
Rispetto a tanti altri dolci, le chiacchiere si mantengono per settimane se conservate in un luogo fresco e asciutto ovviamente chiuse bene in un contenitore o in un sacchetto

             “Ricetta della Nonna”

1kg. farina
120 gr. burro
30 gr. sale
100gr. zucchero
3 uova
vino bianco ( quanto basta )

Chiacchiere di Carnevale: idee alternative alla ricetta classica, varianti dolci per tutti.
La maestria dei pasticcieri non ha limiti nè orizzonti , arrivano infatti a Carnevale tutte le varianti alternative delle famose chiacchiere classiche .
La maggior parte delle novità sono partenopee.
La pasticceria Benito presenta le chiacchiere becolor, Poppella invece propone l’impasto al cacao , sempre in quel di Napoli Vincenzo Bellavia presenta le chiacchiere alla nutella e pistacchio.
La chiacchiera “Rosa ” invece arriva direttamente da Vallo della Lucania , a cucinarle é Maria della Chioccia D’oro , che omaggia il nome della figlia .La Pasticceria Panda di Amalfi , preferisce aggiungere alla ricetta classica una fonduta di cioccolata calda. Poi c’è chi soddisfa le esigenze dei celiaci come l’azienda Alimenta 2000 ed il mondo senza glutine.La pasticceria Mazzarini invece si occupa delle chiacchiere senza lattosio .

Le chiacchiere di Poppella
The gallery was not found! The gallery was not found!

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui